Villa Mascherone

In questa pagina si possono consultare le analisi preliminari effettuate sui campioni provenienti dalla ricognizione di Settembre-Ottobre 2024 in località Mascherone, Manfredonia (FG). Le indagini di superficie hanno riguardato l’area denominata come UR 62, localizzata a circa 1.4 km dal perimetro dell’antica città di Siponto. Nel campo è stata predisposta una griglia regolare con 122 quadrati di dimensioni 20m x 20m, orientati secondo l’andamento della strada (viale degli Eucalipti) a N e il canneto divisorio lungo l’asse E del campo.

Pianta della villa in località Mascherone su base aerotopografica: gli ambienti rettangolari dell'edificio, orientati nordest-sudovest, con sovrapposta la griglia regolare di 122 quadrati da 20 per 20 metri usata per la ricognizione, la strada a nord e il canneto lungo il lato est.

Figura 1: Pianta della villa in località Mascherone, disegnata su base aerotopografica. Sovraimpressa, la griglia su cui è stata impostata la ricognizione di superficie.

Inquadramento archeologico

L’area in questione era già di interesse archeologico in seguito ad una segnalazione del 1967 all’Arch. SAP di Foggia (R25/164, relazione del 4.3.1967). L’interpretazione di villa romana marittima (villa maritima), posta su una penisola in antichità circondata dalle acque su tre lati, è stata offerta da diversi autori (Danti 1999; Delano Smith e Morrison 1974; Delano Smith 1978; Lippolis 1984; Marin 1986; Mazzei 1999; Volpe 1990). Più recentemente, ricerche aerotopografiche hanno fornito una pianta più dettagliata dell’edificio (Ceraudo et al. 2011; Ceraudo 2011), su cui non sono state avanzate ipotesi riguardo la cronologia delle fasi di occupazione.

Cronologia

La prima fase di analisi dei dati raccolti sul campo, basata su una distinzione preliminare in macroclassi ceramiche, è stata incentrata sulla ricostruzione delle fasi a maggiore intensità di occupazione. L’analisi aoristica (cumulativa), che ha tenuto in considerazione tutto il materiale ceramico rinvenuto all’interno del perimetro dell’UR 62, mostra una lunga occupazione dell’area a partire dalla preistoria, in cui sono ben distinguibili tuttavia due fasi ad alta intensità insediativa in età romana (Figura 2). La prima fase di età repubblicana, a cui probabilmente si deve l’impianto della villa, mostra una cesura alla fine dell’età augustea. Una seconda fase di occupazione fra il IV e la prima metà del VI secolo d.C. è ipotizzabile, con una cesura piuttosto netta fra il VII e VIII secolo d.C.

La cronologia proposta è assolutamente preliminare e necessita rifiniture su più fronti:

  1. La cronologia delle singole classi ceramiche (Tabella 1) deve essere tarata sulla base dei materiali da siti editi noti prossimi a Siponto. Salapia?
  2. Lo studio dei materiali anforacei e ceramici permetterà di restringere il range cronologico e presumibilmente distinguere meglio le due fasi (o al contrario mostrare maggiore continuità).
  3. La cronologia può essere rifinita maggiormente attraverso un’indagine statistica più raffinata. Le analisi aoristiche sono un ottimo punto di partenza per la definizione delle fasi di vita di insediamenti non scavati, in cui non sono state effettuate analisi al radiocarbonio, e le cui uniche informazioni cronologiche derivano dalle cronotipologie dei reperti (Ashby e Bowers 2013; Johnson 2004). I singoli frammenti ceramici sono trattati come ‘blocchi temporali’, che vengono poi sommati per ottenere informazioni sull’intensità di occupazione. La logica è simile alle indagini paleodemografiche basate su datazioni C14: “più cose, più persone”. Tuttavia, la risoluzione cronologica offerta dalle cronotipologie è inferiore alle datazioni basate su radiocarbonio in quanto non ci consentono di misurare il grado di incertezza sulla cronologia proposta.

Il terzo punto è particolarmente interessante e complesso da studiare. Un’alternativa bayesiana ai metodi aoristici è stata recentemente proposta in Crema (2024), utilizzando modelli ICAR per tenere conto dell’autocorrelazione temporale all’interno del dataset. I risultati del modello (Figura 4) forniscono una distribuzione temporale complessiva dei materiali diagnostici nel dataset, rappresentata in termini di frequenze relative per ciascun intervallo cronologico. Questi risultati possono essere impiegati per rispondere a domande quali: “quali sono i pattern di continuità o discontinuità temporale nei dati di survey?” o “le fluttuazioni osservate nei dati sono compatibili con un processo graduale o riflettono lacune nella documentazione?”.

Due curve di somma aoristica dei materiali dell'UR 62. Nella prima, sull'intero arco 6500 a.C. - 1900 d.C., la probabilità resta bassa e piatta per tutta la preistoria e si concentra quasi interamente nell'ultimo tratto. Nella seconda, ingrandita sul periodo 500 a.C. - 1000 d.C., emergono due massimi distinti: uno in età repubblicana, con una cesura alla fine dell'età augustea, e uno fra il IV e la prima metà del VI secolo d.C., seguito da un calo netto fra VII e VIII secolo.

(a) Somma aoristica dei materiali rinvenuti nell’UR 62, datati in base a macroclassi cronotipologiche. Inquadramento cronologico totale dei materiali archeologici.

Due curve di somma aoristica dei materiali dell'UR 62. Nella prima, sull'intero arco 6500 a.C. - 1900 d.C., la probabilità resta bassa e piatta per tutta la preistoria e si concentra quasi interamente nell'ultimo tratto. Nella seconda, ingrandita sul periodo 500 a.C. - 1000 d.C., emergono due massimi distinti: uno in età repubblicana, con una cesura alla fine dell'età augustea, e uno fra il IV e la prima metà del VI secolo d.C., seguito da un calo netto fra VII e VIII secolo.

(b) Focus sulle fasi cronologiche a più alta intensita insediativa.

Figura 2: Somma aoristica.

Il modello ICAR è applicato sul dataset privato del rumore di fondo (cioè materiali che abbracciano cronologie molto ampie, come laterizi, ceramica_comune, ceramica_fuoco, ceramica_impasto, ceramica_non_identificata). I risultati mostrano due chiari picchi in corrispondenza delle stesse fasi più rappresentate in Figura 2.

Somma aoristica sul dataset ridotto, privato delle classi a cronologia molto ampia. Le stesse due fasi restano visibili, in età repubblicana e fra IV e VI secolo d.C., con il rumore di fondo preistorico fortemente ridotto.

Figura 3: Somma aoristica dei materiali rinvenuti nel Campo 62, datati in base a macroclassi cronotipologiche. Inquadramento cronologico dei materiali archeologici dal dataset pulito e ristretto cronologicamente.

Stima ICAR della probabilità temporale sul dataset ridotto, fra il 1000 a.C. e il 1900 d.C. Due massimi netti, in età repubblicana e fra IV e VI secolo d.C., corrispondono alle fasi della somma aoristica. Le barre indicano gli intervalli di credibilità al 50% e al 90%, più strette in corrispondenza dei due massimi.

Figura 4: ICAR sul dataset pulito dal rumore di fondo con parametri [niter=200000, nburnin=100000, thin=100, nchains=4], ristretta al range 1000 a.C. - 1900 d.C.

Distribuzione spaziale dei reperti

Un approccio spazio-temporale

Definita la cronologia globale di occupazione della villa, la quadrettatura del campo offre spunti interessanti di analisi:

  1. Tutti i quadrati del Campo 62 hanno una cronologia coerente?
  2. È possibile proporre una divisione funzionale degli ambienti della villa in base al materiale rinvenuto?
  3. Interpolando i dati del campo con i campi contigui, è possibile individuare una pars rustica e delimitare l’estensione areale della villa con maggiore precisione?

Ricognizione di settembre-ottobre 2024. Modello ICAR calcolato il 19 marzo 2025.

Informazioni supplementari

Macroclassi cronotipologiche

Tabella 1: Datazione proposta per le macroclassi di materiali archeologici rinvenuti durante le indagini di ricognizione di superficie. I valori sono in anni per necessità computazionali, e sono espressi in negativo per le datazioni a.C. e in positivo per le datazioni d.C. Le datazioni sono da considerarsi assolutamente come preliminari e vanno tarate in base alle pregresse ricerche sul territorio.
  Cronologia
Materiale Datazione_da Datazione_a
laterizi -399 1599
tegole_piane_romane -300 699
tegola_pettinata 300 699
macine n.d. n.d.
scorie_metalliche n.d. n.d.
marmo -200 599
tessere_musive -299 499
ceramica_acroma -399 1799
ceramica_acroma_medievale 1200 1599
ceramica_protomaiolica 1200 1350
ceramica_dipinta -399 1399
ceramica_RMR 1200 1350
ceramica_vernice_rossa_interna 1 199
ceramica_smaltata 1400 1899
ceramica_invetriata 1200 1899
ceramica_invetriata_verde 1201 1399
ceramica_graffita_bizantina 1100 1299
ceramica_graffita 1500 1899
ceramica_invetriata_eta_moderna 1400 1899
ceramica_maiolica 1400 1899
pareti_sottili -25 150
ceramica_TSI -25 99
ceramica_TSA 101 650
ceramica_TSA_A 175 299
ceramica_TSA_C 175 499
ceramica_TSA_D 300 625
ceramica_eastern_sigillata -25 299
ceramica_CAC 175 325
ceramica_PRSW 400 599
ceramica_fuoco -399 1799
ceramica_ICW 201 325
ceramica_fuoco_invetriata 1300 1899
ceramica_lucerna 1 599
ceramica_dolia_GC n.d. n.d.
ceramica_impasto -6000 -600
ceramica_vernice_nera -499 -100
ceramica_amphoras -199 599
ceramica_amphoras_italic -199 199
ceramica_amphoras_african 200 599
ceramica_amphoras_eastern 1 550
ceramica_geometrica -800 -300
ceramica_pasta_grigia -199 -1
ceramica_non_identificata -399 1799
pesi_telaio n.d. n.d.
intonaco -200 299
vetro n.d. n.d.
selce_lavorata -6500 -600
monete n.d. n.d.
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Referenze

Ashby, Matthew Pj, e Kate J Bowers. 2013. «A comparison of methods for temporal analysis of aoristic crime». Crime Science 2 (1): 1. https://doi.org/10.1186/2193-7680-2-1.
Ceraudo, Giuseppe, a c. di. 2011. Archeologia Aerea. Studi di Aerotopografia Archeologica IV-V (2010-2011). Foggia.
Ceraudo, Giuseppe, G. Caldarola, P. Gentile, K. Luzio, T. Mastracci, M. Sammarco, e A. Valchera. 2011. «Le indagini predittive. Le ricerche aerotopografiche». In Siponto: archeologia di una città abbandonata nel Medioevo, a cura di Caterina Laganara. Foggia: C. Grenzi.
Crema, Enrico R. 2024. «A Bayesian alternative for aoristic analyses in archaeology». Archaeometry, arcm.12984. https://doi.org/10.1111/arcm.12984.
Danti, A. 1999. «La villa marittima in località Mascherone». In Siponto antica, a cura di Marina Mazzei, 155–60. Foggia: C. Grenzi.
Delano Smith, Catherine. 1978. Daunia vetus: terra, vita e mutamenti sulle coste del Tavoliere. Amministrazione Provinciale di Capitanata. https://books.google.com?id=Ww9iHAAACAAJ.
Delano Smith, Catherine, e I. A. Morrison. 1974. «The Buried Lagoon and Lost Port of Sipontum (Foggia, Italy)». International Journal of Nautical Archaeology 3 (2): 275–81. https://doi.org/10.1111/j.1095-9270.1974.tb00884.x.
Johnson, Ian. 2004. «Aoristic analysis: seeds of a new approach to mapping archaeological distributions through time». https://ub01.uni-tuebingen.de/xmlui/bitstream/handle/10900/60663/101_Johnson_CAA_2003.pdf?sequence=2&isAllowed=y.
Lippolis, Enzo. 1984. «Testimonianze Di Età Romana Nel Territorio Garganico». In Atti Del Convegno «La Ricerca Archeologica Nel Territorio Garganico» (Vieste 1982), 171–96. Quaderni Del CSPCR Di Foggia. Foggia: Centro di Servizio e Programmazione Culturale Regionale.
Marin, Meluta Miroslav. 1986. «Intorno Ad Alcuni Problemi Della Daunia in Età Romana». In Atti Del IV Convegno Sulla Preistoria, Protostoria e Storia Della Daunia (San Severo 1982), a cura di Biblioteca comunale “A. Minuziano” e Archeoclub d’Italia -Sezione di San Severo, 23–47. San Severo.
Mazzei, Marina, a c. di. 1999. Siponto antica. Foggia: C. Grenzi.
Volpe, Giuliano. 1990. La Daunia nell’età della romanizzazione: paesaggio agrario, produzione, scambi. Edipuglia srl. https://books.google.com?id=k5xMcZUjdvwC.