Tipologia e mappa dei siti

Come si legge un sito

Uno scatter di tegole in un campo arato non è ancora un sito: diventa un insediamento sparso di tipo 1, o una frequentazione, o una cava, dopo la classificazione secondo tre criteri:

  • dimensione dell’area di dispersione dei materiali
  • quantità di manufatti raccolti
  • varietà qualitativa dell’assemblaggio (forme, produzioni, indicatori di status)

317 siti, editi o scoperti dal NACS, applicano questa scala su una mappa percorribile per periodo.

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Dal tipo 1 al tipo 6: la stessa logica, due famiglie 1 2 3 4 5 6 Sparso · tipi 1–3 Aggregato · tipi 4–6

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Sparso e aggregato sono la prima distinzione: un’unica unità abitativa contro un abitato di più unità. Dentro ciascuna famiglia, il numero cresce con tre fattori insieme, mai uno solo: dimensione dell’area di dispersione, quantità di manufatti raccolti, varietà qualitativa dell’assemblaggio (più forme, più produzioni, più indicatori di status). Il tipo 6 aggiunge un quarto elemento, netto: la fortificazione, l’agglomerato chiuso invece che aperto.

Guida alla lettura

Legacy data: tutto ciò che era già noto, bibliografia, banche dati, aerofotografia, archivi della Soprintendenza, per l’intero comprensorio da Manfredonia a Margherita di Savoia. Siti già “etichettati” con categorie convenzionali (fattoria) o desunte dalle fonti scritte (villa, vicus).

Fonti scritte: le fonti di età romana, tardoantica e medievale consultate per lo stesso comprensorio. “Non si dispone di dati” è una risposta precisa, non un vuoto: per l’età romana non abbiamo fonti che nominino villae o casae nel territorio di Sipontum o Salapia; per l’età medievale sì, un dossier ampio (casae, casalia, castra, massariae, ecclesiae).

Il ragionamento è induttivo, non il contrario: la tabella non si applica al dato, si costruisce a partire da esso.

  1. In campagna si documentano le UT: estensione e composizione dell’assemblaggio di superficie, nient’altro.
  2. In laboratorio si processano i dati e si assegna, a ogni sito preliminare, una dimensione (per forza aleatoria, ricavata da uno scatter di frammenti), un periodo, una funzione.
  3. Nel confronto il repertorio così organizzato si misura prima con i Legacy data locali, poi con la sub-regione e la regione: soprattutto con i contesti scavati e i siti noti da aerofotointerpretazione o geofisica.
  4. Nella codifica finale l’interpretazione si allinea ai Legacy data, in una Codifica univoca.

Alcune voci della tabella (massaria, monastero, luogo di culto) non hanno ancora un riscontro di superficie. Restano in elenco comunque: le fonti scritte del territorio le attestano, a volte con un toponimo che ne permette già una localizzazione approssimativa.

Le classi

9 famiglie · 17 tipi

La mappa

317 siti · Legacy e NACS

Ogni classe della tabella qui sopra corrisponde a un simbolo sulla mappa: stessa forma, stesso colore.

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